In un supermercato Esselunga di Milano una cassiera è stata costretta a farsi la pipì addosso perchè il capetto di turno le ha impedito di andare in bagno per non lasciare la sua postazione. Dopo l'umiliazione inaudita, la cassiera ha denunciato il fatto ai sindacati ed è stata aggredita e minacciata una volta tornata al lavoro.
Dalla vessazione alla criminalità.
I magistrati hanno aperto un'inchiesta, il che fa almeno sperare che le vicessitudini della cassiera non verranno prontamente nascoste e dimenticate.
Ma come hanno reagito i milanesi a questo accadimento orribile?? Dei lavoratori di Esselunga praticamente nessuno ha aderito allo sciopero indetto dal sindacato. Neppure i clienti sono stati solidali con la povera malcapitata andando a fare acquisti da un'altra parte, e hanno continuato ad affollare le casse del supermercato odioso come al solito, e come hanno fatto sapere orgogliosi quelli di Esselunga.
In quest'Italia dove un lavoro, un qualsiasi lavoro, anche quello più faticoso, anche quello più noioso, è una vera e propria benedizione, in quest'Italia di co.co.co, di precariato, di inquietudine e indifferenza, ci si assoggetta a tutto, ci si abitua a tutto. Siamo tutti "servi" dei padroni. La solidarietà tra lavoratori, l'indignazione, la coscienza di classe, tutte cose scomparse con la fine degli anni '70. In questo 2000 di angoscia di ritrovarsi nella penuria e nel bisogno, di paura e incertezza, pare tanto più facile e meno pericoloso voltare la faccia e abbassare la testa.
Dalla vessazione alla criminalità.
I magistrati hanno aperto un'inchiesta, il che fa almeno sperare che le vicessitudini della cassiera non verranno prontamente nascoste e dimenticate.
Ma come hanno reagito i milanesi a questo accadimento orribile?? Dei lavoratori di Esselunga praticamente nessuno ha aderito allo sciopero indetto dal sindacato. Neppure i clienti sono stati solidali con la povera malcapitata andando a fare acquisti da un'altra parte, e hanno continuato ad affollare le casse del supermercato odioso come al solito, e come hanno fatto sapere orgogliosi quelli di Esselunga.
In quest'Italia dove un lavoro, un qualsiasi lavoro, anche quello più faticoso, anche quello più noioso, è una vera e propria benedizione, in quest'Italia di co.co.co, di precariato, di inquietudine e indifferenza, ci si assoggetta a tutto, ci si abitua a tutto. Siamo tutti "servi" dei padroni. La solidarietà tra lavoratori, l'indignazione, la coscienza di classe, tutte cose scomparse con la fine degli anni '70. In questo 2000 di angoscia di ritrovarsi nella penuria e nel bisogno, di paura e incertezza, pare tanto più facile e meno pericoloso voltare la faccia e abbassare la testa.
E allora ascoltiamoci Contessa dei mitici Modena, e speriamo che non sia tardi per cambiare
Che roba contessa all'industria di Aldo,
han fatto uno sciopero quei quattro ignoranti,
volevano avere i salari aumentati, dicevano pensi, di essere sfruttati.
E quando è arrivata la polizia quei quattro straccioni
han gridato più forte, di sangue han sporcato i cortili e le porte,
chissà quanto tempo di vorrа per pulire.
Compagni dai capi e dalle officine
prendete la falce e portate il martello
scendete giù in piazza e picchiate con quello
scendete giù in piazza e affossate il sistema.
Voi gente per bene che pace cercate,
la pace per fare quello che voi volete,
ma se questo è il prezzo vogliamo la guerra,
vogliamo vedervi finire sottoterra.
Ma se questo è il prezzo lo abbiamo pagato,
nessuno più al mondo dev'essere sfruttato.
Sapesse contessa che cosa mi ha detto
un caro parente dell'occupazione,
che quella gentaglia rinchiusa lа dentro
di libero amore facea professione.
Del resto mia cara, di che si stupisce,
anche l'operaio vuole il figlio dottore
e pensi che ambiente ne può venir fuori,
non c'è più morale contessa.
Se il vento fischiava ora fischia più forte,
le idee di rivolta non sono mai morte,
se c'è chi lo afferma non state a sentire
è uno che vuole soltanto tradire.
Se c'è chi lo afferma sputategli addosso,
la bandiera rossa ha gettato in un fosso.
